Au pays de la biere l’amour coule a flot

 

Attendere non mi piace. In genere sono impaziente, anche se sto cercando di domare questo scomodo tratto del carattere.

E un’altra cosa che non mi piace e’disattendere. Le aspettative, in particolare. Questo pericoloso cibo spazzatura con cui ci nutrono, e continuiamo a nutrirci una volta cresciuti, su come tutto andra’ e deve andare, su come ad ogni azione corrisponde una reazione equivalente e proporzionata.

Le aspettative disattese sono state, finora, la cosa che mi ha procurato piu’malessere nella mia intera esistenza. Poi ho deciso di smettere di averne, improvvisamente, e adesso sono in questo limbo in cui, fondamentalmente, aspetto – non so nemmeno io cosa, ma non saprei cos’altro fare – e disattendo. Sono finita a fare le due cose che meno amo, dopo una vita a scandire tempi e correre dietro alle scadenze, terrorizzata dal fatto che scadessero.

Eppure, le cose succedono comunque.

A volte basta una canzone, altre volte e’uno sguardo che apre porte che e’meglio restino chiuse. A volte e’un consiglio piovuto dal cielo, nemmeno voluto, che riallinea tutto sull’asse in cui tutto dovrebbe stare. La speranza.

Non ce lo diciamo, ma tutto ruota intorno a questo. Non smettiamo mai di sperare. Che le cose migliorino, che noi miglioriamo. Speriamo di cambiare, di non cambiare mai, di riuscire finalmente a fare quel viaggio, di trovare lavoro, di cambiare lavoro, di trovare la persona giusta, di ritrovarla se l’abbiamo persa, di diventare coraggiosi, di vivere la grande svolta che sembriamo aspettare da sempre.

Forse e’questo il vero istinto di sopravvivenza umano.

Oggi pero’e’venerdi’. Sono rintanata nel mio maglione blu, morbido e un po’troppo lungo, quello di quando voglio nascondermi. Il the’alla menta si e’fatto amaro nella tazza, dovrei decidermi a passare alla birra, visto che questa ne e’la patria, ma proprio non mi piace. Ci sono meno tre gradi ma il cielo e’color carta da zucchero, azzurro leggermente velato. Manca una settimana prima che io cambi vita, di nuovo. Ormai non faccio che questo. Cambio vita ogni sei mesi e prima o poi trovero’la mia, quella da vivere. Nel frattempo pero’attendo, disattendo e spero.

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